|

| |
My name is One Ten, Defender One Ten
La prima volta che l'ho vista, mi sono subito innamorato di lei.
Alla guida c'era una fantastica bionda (certe cose non capitano solo a Bob) ma, non me ne voglia l'amico James,
ne' tanto meno lei, i miei occhi non sono stati catturati da armoniose curve,
bensi da ruvidi spigoli squadrati.
Finalmente avevo davanti a me il sogno di una vita:
una magnifica Land Rover Defender 110 verde militare.

Sicuramente mi darai del pazzo, ma mai verita' piu' vera e' stata scritta
come sull'adesivo che, con fascino e discrezione, sul posteriore recita:
ordinary people don't drive Land Rover
Segue...
|
Non sono un esperto fuoristradista, ma il fascino di questa meraviglia mi ha
sempre deliziato fin da piccino.
E' cominciata cosi: Tre Croci, Falzarego, Pordoi, Tonale, passi famosi percorsi come primo
approccio ad un mondo molto particolare, dove l'auto non e' piu' un mezzo di
trasporto, ma un amico fedele (anche perche', di auto, un Defender ha davvero
pochino), pur tralasciando le emozioni che puo' offrire in off-road.

Certo bisogna entrare nell'ottica di un mezzo come questo (anche se, nel mio
caso, sono stato in parte graziato): rude, spartano, nel piu' classico stile
inglese.
Insomma, come una volta dissi io: it's too rural.
Ma, in fondo, e' questo che un landista ama.
Grazie Barbara di avermi concesso di realizzare un sogno.
|
|